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"NON VOGLIO PIU' STAR MALE". MA COME SI FA?

Oggi, come buon augurio per il 2019, ci poniamo una domanda alla quale è impossibile dare risposta. Può sembrare paradossale, o addirittura privo di senso, eppure sapere che domande porsi e come porsele - in vista di un possibile benessere -è determinante almeno quanto avere delle risposte esaurienti. La domanda parte da un’espressione che – legittimamente – mi viene rivolta quotidianamente nello studio di psicoterapia: “Non voglio più stare male!”. Espressione alla quale fa quasi sempre seguito la domanda: “Che cosa devo fare per non stare più male?”. Ed è evidente che siamo al cuore della questione: una persona che si rivolge ad uno psicoterapeuta vuole superare una condizione di sofferenza, disagio, malessere emotivo, e vuole farlo nel più breve tempo possibile. Ma come si fa? Da dove si parte? In che direzione è opportuno, da subito, guardare? È chiaro che siamo di fronte ad una domanda a cui è impossibile dare risposta: si tratta della “domanda delle domande” che l’uomo da sempre s…
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L'AMORE HA SEMPRE BISOGNO DI REGALI

L’amore cambia? Come? E perché? Esiste un modo per “fermarlo” e mantenerne stabili gli effetti all’interno della coppia? In rapporto a che cosa, ad un certo punto, l’amore “finisce” (o così sembra)? Non esiste tema su cui si sia scritto di più, nella storia dell’uomo, quanto dell’amore e delle sue infinite manifestazioni. Ed è comprensibile: si tratta della variabile più importante in vista del benessere sia a livello individuale (amore e felicità vanno quasi sempre a braccetto) che collettivo (la preservazione di una comunità si regge sull’amore che passa di generazione in generazione, attraverso l’accudimento dei piccoli). Dalle statue del neolitico studiate da Marija Gimbutas alla mitologia greca, dagli insegnamenti della morale cristiana alle teorie contemporanee dell’affettività, l’amore è sempre al centro della scena. Tant’è che lo psichiatra tedesco Peter Lauster ha intitolato il suo libro di maggior diffusione, molto letto anche in Italia, “L’amore è il senso della vita”. Ma, in…

LA MIA ANIMA HA FRETTA

Oggi ci concediamo una piccola digressione rispetto al percorso che stiamo conducendo ormai da più di due anni sul portale che gentilmente ci ospita. L’occasione è una breve poesia, inviatami da un caro amico e oggi molto diffusa grazie ai social, che esemplifica con estrema vividezza un aspetto che abbiamo sempre, indirettamente, toccato, ma sul quale non ci siamo mai soffermati in modo esplicito. Si tratta della forza delle parole che usiamo per relazionarci con noi stessi e con gli altri, e della potenza del “senso” attraverso cui ci orientiamo in tutto ciò che facciamo. Le parole, infatti, ci accompagnano e offrono una cornice a tutta la nostra vita. Per questo, come spesso osserviamo negli interventi che conduciamo in questo percorso, è opportuno averne cura, proprio come se fossero parte di noi e, in qualche misura, della nostra identità. La breve composizione che segue, il cui autore è Mario de Andrade, musicologo e poeta di San Paolo del Brasile vissuto nella prima metà del Nov…

"DEVI PRENDERMI PER QUELLO CHE SONO!"

Proseguiamo oggi il filone dei “tranelli” che il senso comune ci tende, quasi senza che ce ne accorgiamo. Si tratta di espressioni, indicazioni, “frasi fatte” - come dicevamo nel nostro precedente intervento - che sembrano, in prima battuta, assolutamente giuste e condivisibili, ma che nascondono pericolose insidie. Ci focalizziamo in particolare su un’espressione tra le più frequenti in cui mi capita di imbattermi, soprattutto nelle terapie di coppia, che suona grossomodo così: “Sono fatto in questo modo e devi prendermi per quello che sono!”. Il sottile filo che sottende questa frase è un certo allontanamento dalle responsabilità e una scarsa disponibilità al cambiamento (consapevole o meno) con il quale ci si imbatte abbastanza frequentemente nel corso della psicoterapia. Proviamo, anche in questo caso, ad analizzare più da vicino questa espressione per osservare meglio che cosa non funziona. Ciò che salta immediatamente all’occhio è l’assoluta certezza di un dato di fatto inconf…

OCCHIO AI TRANELLI DELLA PSICHE E DEL SENSO COMUNE

Ci concentriamo oggi su alcuni “tranelli” in cui mi capita spesso di imbattermi, soprattutto nella terapia di coppia, ma non solo. Si tratta di espressioni, indicazioni, “frasi fatte” che sembrano, in prima battuta, assolutamente giuste e condivisibili, ma che nascondono pericolose insidie e complicano, in realtà, la possibilità di fare chiarezza e trovare un terreno comune di dialogo. Tante di queste frasi fatte hanno a che fare soprattutto con nozioni molto familiari al senso comune: su tutte quella di “stare bene” e di “amore”. Proviamo ad analizzarne qualcuna più da vicino per osservare meglio che cosa non funziona. Partiamo dall’idea di amore, centrale tanto in un rapporto di coppia quanto nell’autostima personale (l’amore di sé). Tra le frasi che più frequentemente mi vengono riportate figurano, ad esempio, le seguenti: “Se mia moglie mi ama veramente, tutto ciò che fa star bene me deve far star bene anche lei”; oppure “Devo amarmi di più e quindi imparare a fare solo quello ch…

COME SI FA A RITROVARE L'ENERGIA?

Tempo di rientri, dopo la pausa estiva e lo stacco reso possibile dalle vacanze agostane. Tempo, quindi, di bilanci, valutazioni, progetti, paure, desideri. Ci aspetta un nuovo anno lavorativo, con tutto ciò che comporta, e un nuovo anno di “relazioni interpersonali”, da intrecciare, vivere, ridefinire, interrompere, ripristinare… La parola che in queste circostanze viene invocata con maggior frequenza è “energia”. Dobbiamo ritrovare l’energia per affrontare il nuovo anno, darci obiettivi più alti, vincere nuove sfide, risolvere situazioni che ci tengono in stallo da troppo tempo. Energia, energia, energia… E dove si trova l’energia? Spesso il senso comune (ossia tutti noi) ne parla come se fosse qualcosa di esterno all’individuo, che si possa “trovare” - appunto - o ci si possa “dare”: “Fatti forza!”, “Non lasciarti sopraffare dagli eventi!”, “Trova l’energia per uscire da questa situazione!”. Sono espressioni che abbiamo costantemente sulle labbra e che rispondono al nobile intento …

LA NOIA, SPIACEVOLISSIMA OCCASIONE DI RILANCIO

Estate: per i giovani studenti è tempo di vacanze, bagni al lago e al mare, gite in montagna. Dopo le fatiche dell’anno scolastico è il periodo del tempo libero, delle giornate prive di impegni, dell’assoluta libertà di organizzare il proprio tempo in rapporto ai propri interessi. È qui che, talvolta, prende forma la noia, emozione oggi sempre più esorcizzata a allontanata da quel bombardamento di informazioni e pseudo-relazioni in cui siamo perennemente immersi. Eppure, per quanto spiacevole, la noia è un importante volano e stimolo, soprattutto per i giovani che si affacciano all’età adulta, per interrogarsi su di sé e dare un senso più profondo al tempo e alle relazioni, un senso più aderente al proprio specifico e unico modo di essere. La noia sta cambiando natura - così ci suggeriscono i sociologi – La generazione degli attuali genitori (soprattutto quarantenni e cinquantenni) alle prese con figli preadolescenti e adolescenti ha sperimentato, nella propria età giovanile, una form…