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"DEVI PRENDERMI PER QUELLO CHE SONO!"

Proseguiamo oggi il filone dei “tranelli” che il senso comune ci tende, quasi senza che ce ne accorgiamo. Si tratta di espressioni, indicazioni, “frasi fatte” - come dicevamo nel nostro precedente intervento - che sembrano, in prima battuta, assolutamente giuste e condivisibili, ma che nascondono pericolose insidie. Ci focalizziamo in particolare su un’espressione tra le più frequenti in cui mi capita di imbattermi, soprattutto nelle terapie di coppia, che suona grossomodo così: “Sono fatto in questo modo e devi prendermi per quello che sono!”. Il sottile filo che sottende questa frase è un certo allontanamento dalle responsabilità e una scarsa disponibilità al cambiamento (consapevole o meno) con il quale ci si imbatte abbastanza frequentemente nel corso della psicoterapia. Proviamo, anche in questo caso, ad analizzare più da vicino questa espressione per osservare meglio che cosa non funziona. Ciò che salta immediatamente all’occhio è l’assoluta certezza di un dato di fatto inconf…
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OCCHIO AI TRANELLI DELLA PSICHE E DEL SENSO COMUNE

Ci concentriamo oggi su alcuni “tranelli” in cui mi capita spesso di imbattermi, soprattutto nella terapia di coppia, ma non solo. Si tratta di espressioni, indicazioni, “frasi fatte” che sembrano, in prima battuta, assolutamente giuste e condivisibili, ma che nascondono pericolose insidie e complicano, in realtà, la possibilità di fare chiarezza e trovare un terreno comune di dialogo. Tante di queste frasi fatte hanno a che fare soprattutto con nozioni molto familiari al senso comune: su tutte quella di “stare bene” e di “amore”. Proviamo ad analizzarne qualcuna più da vicino per osservare meglio che cosa non funziona. Partiamo dall’idea di amore, centrale tanto in un rapporto di coppia quanto nell’autostima personale (l’amore di sé). Tra le frasi che più frequentemente mi vengono riportate figurano, ad esempio, le seguenti: “Se mia moglie mi ama veramente, tutto ciò che fa star bene me deve far star bene anche lei”; oppure “Devo amarmi di più e quindi imparare a fare solo quello ch…

COME SI FA A RITROVARE L'ENERGIA?

Tempo di rientri, dopo la pausa estiva e lo stacco reso possibile dalle vacanze agostane. Tempo, quindi, di bilanci, valutazioni, progetti, paure, desideri. Ci aspetta un nuovo anno lavorativo, con tutto ciò che comporta, e un nuovo anno di “relazioni interpersonali”, da intrecciare, vivere, ridefinire, interrompere, ripristinare… La parola che in queste circostanze viene invocata con maggior frequenza è “energia”. Dobbiamo ritrovare l’energia per affrontare il nuovo anno, darci obiettivi più alti, vincere nuove sfide, risolvere situazioni che ci tengono in stallo da troppo tempo. Energia, energia, energia… E dove si trova l’energia? Spesso il senso comune (ossia tutti noi) ne parla come se fosse qualcosa di esterno all’individuo, che si possa “trovare” - appunto - o ci si possa “dare”: “Fatti forza!”, “Non lasciarti sopraffare dagli eventi!”, “Trova l’energia per uscire da questa situazione!”. Sono espressioni che abbiamo costantemente sulle labbra e che rispondono al nobile intento …

LA NOIA, SPIACEVOLISSIMA OCCASIONE DI RILANCIO

Estate: per i giovani studenti è tempo di vacanze, bagni al lago e al mare, gite in montagna. Dopo le fatiche dell’anno scolastico è il periodo del tempo libero, delle giornate prive di impegni, dell’assoluta libertà di organizzare il proprio tempo in rapporto ai propri interessi. È qui che, talvolta, prende forma la noia, emozione oggi sempre più esorcizzata a allontanata da quel bombardamento di informazioni e pseudo-relazioni in cui siamo perennemente immersi. Eppure, per quanto spiacevole, la noia è un importante volano e stimolo, soprattutto per i giovani che si affacciano all’età adulta, per interrogarsi su di sé e dare un senso più profondo al tempo e alle relazioni, un senso più aderente al proprio specifico e unico modo di essere. La noia sta cambiando natura - così ci suggeriscono i sociologi – La generazione degli attuali genitori (soprattutto quarantenni e cinquantenni) alle prese con figli preadolescenti e adolescenti ha sperimentato, nella propria età giovanile, una form…

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI...

Fine giugno, tempo di esami: le prove di scuola media, la maturità… “Gli esami non finiscono mai” – è il titolo dell’ultima commedia scritta da Eduardo De Filippo. Ed in effetti è così: gli esami non finiscono mai, e i primi esami, quelli attraverso cui si iniziano a muovere i passi decisivi verso l’età adulta, sono proprio quelli scolastici: l’esame di terza media e la maturità. Si tratta di prove molto diverse tra loro, in rapporto alle differenti età in cui ci si trova ad affrontarle, ma accomunate dall’identica natura: è in gioco un giudizio sulle proprie capacità e competenze acquisite. E con il giudizio entrano inevitabilmente in gioco componenti emotive molto forti. Su tutte la paura: paura di fallire, di non essere all’altezza, di deludere le aspettative delle persone più care. Ma anche paura di non reggere la propria stessa paura, ossia di andare in cortocircuito, di bloccarsi, di non riuscire nemmeno ad esprimersi, e quindi di deludere anche sé stessi, oltre che gli altri, …

L'USO DELLA FORZA NELLE RELAZIONI

Nell’ultimo intervento abbiamo in qualche misura “sdoganato” la rabbia, emozione tanto vituperata soprattutto per il suo ruolo perturbante nelle relazioni. Accanto al suo potere distruttivo (se espressa in modo esplosivo e “subita” nella sua dirompenza) ne abbiamo infatti apprezzato anche la “forza amica” nel rendere evidenti e portare avanti le istanze personali di chi la sperimenta. Abbiamo cioè valutato anche il ruolo di “alleata” della rabbia nel fornire l’energia necessaria per affrontare le condizioni che non producono benessere. Oggi sdoganiamo un altro aspetto che inevitabilmente entra in gioco nelle relazioni e che spesso viene guardato con diffidenza e sospetto: l’uso della forza. Cerchiamo cioè di osservare fino a che punto sia legittimo esercitare la forza, in unarelazione o in un rapporto di coppia, e dove è invece opportuno lasciare spazio a strumenti meno conflittuali. Prendiamo avvio da una distinzione importante: forza non è sinonimo di violenza, tutt’altro. Esprime…

SANTA RABBIA (...DA MANEGGIARE CON CURA)

Oggi parliamo di un’emozione tanto vituperata e osteggiata dal senso comune da risultare quasi bandita dalla possibilità di essere legittimata e quindi espressa: la rabbia. Ricollegandoci a quanto detto nello scorso intervento possiamo osservare che se l’accondiscendenza non viene quasi mai riconosciuta nei suoi possibili effetti nefasti sul benessere personale e nelle relazioni, allo stesso modo la rabbia viene indicata quasi esclusivamente come fattore perturbante e nocivo tanto nella sfera individuale che in quella sociale. Ed in effetti la rabbia porta scompiglio - come negarlo? - ma come tutte le istanze emotive fortemente perturbanti manda anzitutto un segnale: un certo equilibrio (piccolo o grande che sia) si è rotto; in seconda battuta mette a disposizione l’energia necessaria per trovare un nuovo punto di sintesi che produca maggior benessere. A ben guardare, nessuna emozione come la rabbia “lavora” per il benessere individuale. Esprime, infatti, un’insofferenza rispetto a c…