Passa ai contenuti principali

Post

LA NOIA, SPIACEVOLISSIMA OCCASIONE DI RILANCIO

Estate: per i giovani studenti è tempo di vacanze, bagni al lago e al mare, gite in montagna. Dopo le fatiche dell’anno scolastico è il periodo del tempo libero, delle giornate prive di impegni, dell’assoluta libertà di organizzare il proprio tempo in rapporto ai propri interessi. È qui che, talvolta, prende forma la noia, emozione oggi sempre più esorcizzata a allontanata da quel bombardamento di informazioni e pseudo-relazioni in cui siamo perennemente immersi. Eppure, per quanto spiacevole, la noia è un importante volano e stimolo, soprattutto per i giovani che si affacciano all’età adulta, per interrogarsi su di sé e dare un senso più profondo al tempo e alle relazioni, un senso più aderente al proprio specifico e unico modo di essere. La noia sta cambiando natura - così ci suggeriscono i sociologi – La generazione degli attuali genitori (soprattutto quarantenni e cinquantenni) alle prese con figli preadolescenti e adolescenti ha sperimentato, nella propria età giovanile, una form…
Post recenti

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI...

Fine giugno, tempo di esami: le prove di scuola media, la maturità… “Gli esami non finiscono mai” – è il titolo dell’ultima commedia scritta da Eduardo De Filippo. Ed in effetti è così: gli esami non finiscono mai, e i primi esami, quelli attraverso cui si iniziano a muovere i passi decisivi verso l’età adulta, sono proprio quelli scolastici: l’esame di terza media e la maturità. Si tratta di prove molto diverse tra loro, in rapporto alle differenti età in cui ci si trova ad affrontarle, ma accomunate dall’identica natura: è in gioco un giudizio sulle proprie capacità e competenze acquisite. E con il giudizio entrano inevitabilmente in gioco componenti emotive molto forti. Su tutte la paura: paura di fallire, di non essere all’altezza, di deludere le aspettative delle persone più care. Ma anche paura di non reggere la propria stessa paura, ossia di andare in cortocircuito, di bloccarsi, di non riuscire nemmeno ad esprimersi, e quindi di deludere anche sé stessi, oltre che gli altri, …

L'USO DELLA FORZA NELLE RELAZIONI

Nell’ultimo intervento abbiamo in qualche misura “sdoganato” la rabbia, emozione tanto vituperata soprattutto per il suo ruolo perturbante nelle relazioni. Accanto al suo potere distruttivo (se espressa in modo esplosivo e “subita” nella sua dirompenza) ne abbiamo infatti apprezzato anche la “forza amica” nel rendere evidenti e portare avanti le istanze personali di chi la sperimenta. Abbiamo cioè valutato anche il ruolo di “alleata” della rabbia nel fornire l’energia necessaria per affrontare le condizioni che non producono benessere. Oggi sdoganiamo un altro aspetto che inevitabilmente entra in gioco nelle relazioni e che spesso viene guardato con diffidenza e sospetto: l’uso della forza. Cerchiamo cioè di osservare fino a che punto sia legittimo esercitare la forza, in unarelazione o in un rapporto di coppia, e dove è invece opportuno lasciare spazio a strumenti meno conflittuali. Prendiamo avvio da una distinzione importante: forza non è sinonimo di violenza, tutt’altro. Esprime…

SANTA RABBIA (...DA MANEGGIARE CON CURA)

Oggi parliamo di un’emozione tanto vituperata e osteggiata dal senso comune da risultare quasi bandita dalla possibilità di essere legittimata e quindi espressa: la rabbia. Ricollegandoci a quanto detto nello scorso intervento possiamo osservare che se l’accondiscendenza non viene quasi mai riconosciuta nei suoi possibili effetti nefasti sul benessere personale e nelle relazioni, allo stesso modo la rabbia viene indicata quasi esclusivamente come fattore perturbante e nocivo tanto nella sfera individuale che in quella sociale. Ed in effetti la rabbia porta scompiglio - come negarlo? - ma come tutte le istanze emotive fortemente perturbanti manda anzitutto un segnale: un certo equilibrio (piccolo o grande che sia) si è rotto; in seconda battuta mette a disposizione l’energia necessaria per trovare un nuovo punto di sintesi che produca maggior benessere. A ben guardare, nessuna emozione come la rabbia “lavora” per il benessere individuale. Esprime, infatti, un’insofferenza rispetto a c…

ACCONDISCENDENZA, FALSA AMICA DELLE RELAZIONI

C’è un aspetto, toccato nello scorso approfondimento, che ha suscitato interesse e sul quale vale la pena soffermarsi a riflettere. In senso lato potremmo definirlo in questi termini: la possibilità di chiedere, e addirittura pretendere, una vicinanza partecipe, attenta, carica di dedizione e cura da parte dei nostri interlocutori più significativi (amici, parenti stretti, compagni/e). Abbiamo infatti sostenuto che in qualsiasi tipo di relazione deve esserci un equilibrio, in termini di investimento emotivo, tra i protagonisti della relazione stessa, altrimenti si genereranno conflitti e incomprensioni in grado di mettere in discussione il rapporto nella sua interezza. Ora cerchiamo di entrare più nel dettaglio di questo aspetto, anche perché si tratta di una considerazione parzialmente in contrasto con ciò che il senso comune prevede. Siamo cioè spesso portati a ritenere che l’accondiscendenza, ossia la propensione a venire incontro alle esigenze altrui, sia un valore in assoluto. E…

L'ELISIR (PSICOLOGICO) DI LUNGA VITA

In questi giorni sta facendo discutere la ricerca pubblicata dalla rivista International Psychogeriatrics sui tratti del carattere che allungano la vita. Dedichiamo quindi anche la nostra rubrica a questo aspetto. L’interesse che lo studio sta suscitando (al punto che anche il Corriere della Sera e altri quotidiani e riviste ad ampia diffusione vi hanno dedicato spazio) è legato al fatto che il focus è concentrato sugli aspetti psicologici, più che fisici, della longevità. Ci dice - in parole povere – qual è la disposizione emotiva che dobbiamo assumere nei confronti della vita per aver salva la salute. Le indicazioni circa le buone abitudini comportamentali da tenere sono ormai di dominio comune: fare regolare attività fisica, controllare l’alimentazione, arricchendola di proteine vegetali, fibre e pesce a scapito di grassi e carni rosse, dormire possibilmente otto ore per notte, evitare assolutamente il fumo e assumere con moderazione alcool. Questo è ciò a cui ognuno di noi dovrebb…

ESSERE CHIARI E ONESTI CON SE' STESSI (2)

Nello scorso intervento abbiamo soffermato la nostra attenzione sull’importanza di analizzare in profondità ciò che ci muove nelle nostre scelte e decisioni. L’autoinganno, infatti, ci aspetta sempre al varco laddove entrano in gioco le nostre paure e spesso interviene cambiando le carte in tavola per preservare la nostra autostima quando la rinuncia ad un obiettivo sarebbe troppo difficile e “pesante” da ammettere. Questo è l’aspetto più frequente e più potente del modo in cui tutti noi fatichiamo ad essere chiari con noi stessi, ma non è l’unico. Come osservava già Vittorio Guidano, padre della Psicoterapia Post-razionalista, l’autoinganno è sempre all’opera nel determinare l’interpretazione di ciò che ci accade e nell’orientare le scelte che compiamo. E non solo come difesa dalla paura, ma più ingenerale come modo di porci rispetto a ciò che ci accade. E’ come se fosse parte della lettura che diamo del mondo, una sorta di lente attraverso cui “filtriamo” gli eventi per darcene una…